Riconoscere gli inganni
Amare la verità significa anche saper riconoscere le sue imitazioni — con fermezza e con rispetto.
Si dice che chi lavora in banca non impari a riconoscere le banconote false studiando ogni possibile falso — che sono infiniti — ma studiando così a fondo quella autentica che l'imitazione, al tatto, stona da sola. Con la verità di Dio è lo stesso: conoscila così bene che il falso salti agli occhi. Non ogni voce che dice «Dio», «Gesù» o «Bibbia» annuncia il Dio della Scrittura. Gesù avvertì di «falsi profeti» travestiti da amici (Matteo 7:15) e Paolo scrisse che perfino un angelo che annunci «un altro vangelo» sia rigettato (Galati 1:8). Il nostro scopo qui non è disprezzare le persone — spesso sincere — ma proteggere la verità e chi la cerca. Per questo useremo un metodo leale.
1) Misuralo sulla Scrittura: i credenti di Berea «esaminavano ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così» (Atti 17:11). 2) Ascolta il gruppo dalle sue stesse fonti, non da caricature. 3) Cerca i segnali ricorrenti: quasi ogni errore o aggiunge qualcosa alla Bibbia (un nuovo profeta o libro), o toglie qualcosa a Cristo (la Sua piena divinità o la Sua opera compiuta), o sostituisce la grazia con i meriti.Atti 17:11 (i Bereani); 1 Giovanni 4:1 («provate gli spiriti»); 2 Corinzi 11:14 («Satana si traveste da angelo di luce»); Galati 1:8-9.
La «Teologia della Prosperità» (o Word of Faith) promette salute, successo e ricchezza a chi ha «abbastanza fede» o dona la somma giusta. Storicamente affonda le radici in filosofie del «Nuovo Pensiero» (Phineas Quimby) passate attraverso E.W. Kenyon, Kenneth Hagin e Kenneth Copeland, fino a molti predicatori televisivi di oggi.Genealogia del movimento: «Nuovo Pensiero» (P. Quimby) → E.W. Kenyon → Kenneth Hagin → Kenneth Copeland. Elementi biblici mescolati a idee metafisiche (la fede come «forza», le parole che «creano» la realtà).
Insegna che la fede è una «forza», che le parole «creano» la realtà e che Dio è obbligato a benedire materialmente chi applica le «leggi spirituali». È un messaggio diffuso e seducente:
Non è un fenomeno di frangia lontano: se tre credenti su quattro, tra chi frequenta abitualmente la chiesa, credono che Dio voglia arricchirli, l'inganno non è fuori dalle porte — è già seduto tra i banchi. Ecco perché serve saperlo riconoscere.
La risposta biblica. Dio è sovrano, non un distributore automatico: fa ciò che è bene, non ciò che gli ordiniamo. La Scrittura è piena di credenti fedeli che soffrirono: persino a Paolo, che pregò tre volte, Dio non tolse la «spina nella carne», rispondendo: «la mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza» (2 Corinzi 12:9). E Gesù comanda: «Non fatevi tesori sulla terra» (Matteo 6:19-20). Il vero Vangelo abbraccia la teologia della croce, non quella del successo. In una frase: sostituisce la grazia con i meriti (e con il denaro).2 Corinzi 12:7-9 (la spina di Paolo); Matteo 6:19-20; cfr. Filippesi 4:11-13 (Paolo sa vivere nell'abbondanza e nella penuria).
Il movimento nacque dagli studi di Charles Taze Russell negli anni 1870; nel 1879 fondò la rivista Zion's Watch Tower e nel 1884 la Watch Tower Society. Dopo la morte di Russell (1916), sotto Joseph F. Rutherford l'organizzazione si centralizzò e nel 1931 adottò il nome «Testimoni di Geova».Charles Taze Russell (1852-1916): Zion's Watch Tower (1879), Watch Tower Bible and Tract Society (1884). J.F. Rutherford centralizza l'organizzazione; il nome «Jehovah's Witnesses» è adottato nel 1931. Fonte: History of Jehovah's Witnesses (enciclopedie).
Il segnale del «nuovo profeta» è qui verificabile: l'organizzazione annunciò più volte date per grandi eventi della fine — celebri il 1925 e il 1975 — puntualmente smentite dai fatti. La Scrittura aveva avvertito: un profeta la cui parola non si avvera non parla da parte di Dio (Deuteronomio 18:22).Attese escatologiche non avveratesi promosse dalla Watch Tower: il 1925 (J. F. Rutherford, Millions Now Living Will Never Die, 1920, attendeva la risurrezione dei patriarchi) e il 1975 (fine dei 6.000 anni di storia umana). Ampiamente documentate nella letteratura storica sul movimento.
Insegnano che Dio non è trino e che Gesù non è Dio, ma la prima creatura — identificata con l'arcangelo Michele — e che lo Spirito Santo è una «forza attiva» impersonale. La loro Traduzione del Nuovo Mondo rende Giovanni 1:1 «la Parola era un dio».Insegnamenti ufficiali: Gesù = l'arcangelo Michele (basato su Daniele 10:13,21 e 1 Tessalonicesi 4:16; cfr. Watchtower, «Chi è l'arcangelo Michele?»). La Traduzione del Nuovo Mondo rende Giovanni 1:1 «un dio», riflettendo la convinzione che Cristo sia creato.
La risposta biblica. La Scrittura afferma la piena divinità del Figlio (Giovanni 1:1, vista nella Parte II; Giovanni 20:28). Se «tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui» e «tutte sussistono in lui» (Colossesi 1:16-17), Egli non può essere una creatura: nessuno crea sé stesso. Inoltre l'Antico Testamento nega che esistano altri dèi — «prima di me nessun dio fu formato» (Isaia 43:10) — perciò «un dio» accanto al vero Dio è impossibile. E Gesù non è un angelo: l'Epistola agli Ebrei distingue nettamente il Figlio dagli angeli, ai quali anzi è comandato di adorarlo (Ebrei 1:5-6). In una frase: sottrae a Cristo la Sua piena divinità.Colossesi 1:16-17; Isaia 43:10-11; Ebrei 1:5-6 («Adorino il Figlio tutti gli angeli di Dio»). Il Figlio è distinto e superiore agli angeli, non identico a Michele.
Ricorda: parliamo di dottrine, non di persone da disprezzare. Molti Testimoni di Geova sono sinceri e zelanti; proprio per questo meritano la verità, esposta con chiarezza e con amore.
La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni) fu fondata da Joseph Smith nel 1830, lo stesso anno in cui pubblicò il Libro di Mormon. Ai mormoni la Bibbia non basta: accanto ad essa pongono altri libri «sacri» — il Libro di Mormon, Dottrina e Alleanze e Perla di Gran Prezzo.Joseph Smith (1805-1844). Il Libro di Mormon è pubblicato nel 1830 e la chiesa è fondata il 6 aprile 1830. Scritture aggiuntive: Libro di Mormon, Dottrina e Alleanze, Perla di Gran Prezzo. Fonti: History.com; Encyclopædia Britannica, «Joseph Smith».
Insegnano inoltre che esistono molti dèi, che Dio fu un tempo un uomo e che gli uomini possono diventare dèi — riassunto nel distico: «Come l'uomo è ora, Dio un tempo fu; come Dio è ora, l'uomo può diventare».Distico di Lorenzo Snow (1840): «As man now is, God once was; as God now is, man may become». Precede di quattro anni il Discorso di King Follett di Joseph Smith (7 aprile 1844) — «Dio fu un tempo un uomo come noi» —: ne anticipa la dottrina, non ne deriva. Fonti: biografia di Eliza R. Snow; R. V. Huggins, JETS 49/3 (2006).
La risposta biblica. Il canone è completo: la Scrittura avverte di non aggiungere nulla — «se qualcuno vi aggiunge…» (Apocalisse 22:18) — e Paolo dichiara «anatema» perfino un angelo che annunci un altro vangelo (Galati 1:8): proprio ciò che Smith affermò di aver ricevuto. E c'è un solo Dio, eterno: «prima di me nessun dio fu formato e dopo di me non ce ne sarà alcuno» (Isaia 43:10). La distanza tra Creatore e creatura è assoluta: l'uomo non diventa Dio. In una frase: aggiunge alla Scrittura nuovi libri e nuove rivelazioni.Apocalisse 22:18-19; Galati 1:8; Isaia 43:10; Isaia 44:6 («io sono il primo e l'ultimo, e fuori di me non c'è Dio»).
L'ultimo inganno è il più antico e sottile: aggiungere i meriti umani all'opera compiuta di Cristo. Prende molte forme. Nella Chiesa cattolica romana, il Concilio di Trento (Sessione VI, 1547) dichiarò «anatema» chi afferma che il peccatore è giustificato «per sola fede», e insegnò che le opere accrescono la giustificazione; pose inoltre la Tradizione accanto alla Scrittura come autorità, respingendo la Sola Scriptura.Concilio di Trento, Sessione VI (13 gennaio 1547), Canone IX: «Se qualcuno dirà che l'empio è giustificato per la sola fede… sia anatema». Sessione IV: Scrittura e Tradizione come fonti (rifiuto della Sola Scriptura). Fonti: decreti del Concilio di Trento.
Il New Age e molte spiritualità moderne ripetono invece la seduzione originaria del serpente — «sarete come dèi» (Genesi 3:5) — cercando la salvezza dentro di sé, senza bisogno di un Salvatore.
La risposta biblica. È il cuore della Riforma, già visto nella Parte III: siamo giustificati «per fede, senza le opere della legge» (Romani 3:28), «per grazia… mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio, non in virtù di opere» (Efesini 2:8-9). Le opere sono il frutto della salvezza, mai il suo prezzo. Aggiungere qualcosa alla croce significa dire che la croce non bastava. Sulla croce Gesù gridò «È compiuto» (Giovanni 19:30): il verbo greco tetélestai era la parola che si scriveva sulle ricevute per dire «pagato per intero». Aggiungere le nostre opere alla croce è come pretendere di saldare un debito già interamente pagato: non è umiltà, è disconoscere il pagamento di Cristo. In una frase: aggiunge i meriti umani all'opera compiuta di Cristo.Giovanni 19:30, gr. τετέλεσται (tetélestai), «è compiuto / pagato per intero». L'uso del termine come formula di quietanza («saldato») nei papiri commerciali è documentato dagli studi papirologici di A. Deissmann, Light from the Ancient East.Romani 3:28; Efesini 2:8-9; Galati 2:16 («l'uomo non è giustificato per le opere della legge, ma per la fede in Cristo Gesù»).
Anche qui: molti cattolici e molte persone in cerca amano sinceramente Dio. La divergenza non è sulle persone, ma sul fondamento della nostra accettazione davanti a Dio — se poggi su Cristo soltanto, o anche su di noi.
Alla fine, ogni errore fa una di tre cose: aggiunge alla Scrittura (nuovi libri o profeti), sottrae a Cristo (nega la Sua piena divinità o la Sua opera compiuta), o sostituisce la grazia con i meriti. L'antidoto è sempre lo stesso: Cristo soltanto, grazia soltanto, Scrittura soltanto — la fede una volta per tutte trasmessa ai santi (Giuda 3), custodita con verità e con amore.